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lunedì 25 settembre 2017

Marocco, la polizia interrompe la festa di una sposa bambina




C'erano la torta e i fiori, gli invitati, i regali, i parenti felici. Ma le immagini postate su Facebook hanno indignato la Rete: nell'abito bianco di quella che sembrava una sposa c'era una bambina di solo 13 anni, accanto a lei un uomo di 27 anni. È accaduto a Tetouan, poco più di 400 mila abitanti, nel nord del Marocco, ai piedi della catena del Rif. L'ondata di sdegno ha costretto la polizia a intervenire.

Gli uomini in divisa hanno interrotto la cerimonia e rimandato a casa gli invitati. La madre della bambina assicura che si trattava soltanto di una festa di fidanzamento, una promessa di amore in attesa che la piccola raggiunga l'età giusta per sposarsi, i 18 anni previsti dalla Moudawana, il codice della Famiglia riscritto e aggiornato nel 2004. Le foto e i video che hanno inondato il web in diretta, dalle 8 di sabato sera fino alle 11, quando è arrivata la polizia, parevano raccontare un matrimonio in piena regola con il salone del Palazzo dei fiori, albergone da cerimonie in pieno centro, stracolmo di invitati.




La madre della ragazzina dice anche che la piccola è consenziente e che nessuno l'ha obbligata a fare nulla. Il testo della Moudawana prevede che possano esserci "casi particolari" per cui un giudice può autorizzare il matrimonio di una minorenne. Non è detto però quali siano i casi, per cui possono aprirsi spiragli nelle interpretazioni. La storia di Tetouan si è conclusa senza arresti nè denunce. Secondo le più recenti statistiche del ministero della Giustizia, il numero di spose bambine nel 2014 ha raggiunto i 33 mila casi.

venerdì 11 marzo 2016

La “sposa bambina” a nozze con l’anziano: ecco la reazione dei passanti!

Ogni giorno ci sono oltre 37.000 i matrimoni in tutto il mondo che coinvolgono un minore è la maggior parte dei matrimoni si svolgono nei paesi arabi, l’India e parte dell’Africa.Il Niger è al primo posto seguito da Ciad, Bangladesh, Mali, Guinea, Repubblica centrafricana, Nepal, Mozambico, Egitto, Uganda, Burkina Faso, India, Etiopia, Liberia, Yemen, Camerun, Eritrea, Malawi, Nicaragua, Nigeria, Zambia, l’Arabia Saudita e in Afghanistan. Purtroppo la lista non si chiude qui, gran parte del Medio Oriente resta fuori dalle statistiche e non è censito. Figlia della povertà, dell’ignoranza e dell’analfabetismo questi matrimoni spesso distruggono le vite di queste bambine .

Quello dei matrimoni forzati è un fenomeno diffuso anche in Italia, ma spesso è coperto da omertà
In questo video che non è altro che un esperimento sociale, che si batte contro la violenza e lo sfruttamento delle donne di ogni età, hanno messo in scena: un anziano è una bambina vestita da sposa per le strade di Beirut, capitale del Libano. Come reagiscono i passanti?
Le reazioni sono le più disparate: molti restano indifferenti e altri invece si avvicinano alla bambina e cercano di convincerla a scappare.

domenica 6 marzo 2016

Il Comune di Milano sponsorizza un progetto che giustifica le spose bambine. E dà voce a docenti che giustificano la sharia


Testimonial d'occasione è l'assessore comunale alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino. Così, dopo aver a lungo coccolato i musulmani (anche quelli più radicali, adesso si adoperano per far passare la sharia, e in modo particolare la sottomissione della donna all'uomo, come una pratica normale, accettabile. Uno schiaffo a tutte quelle islamiche che anche in Italia vengono quotidianamente "violate" nel nome dell'islam.
Giusto ieri, come racconta Francesco Borgonovo su Libero, Majorino ha partecipato alla presentazione del Progetto Aisha si cui Palazzo Marino è tra i principali sponsor. Va subito ricordato che Aisha era la "sposa bambina" di Maometto. Il Profeta la fece sua moglie quando la piccola aveva dodici anni, ma i due stavano insieme già quando lei ne aveva sette. È proprio su queste nozze che sono state pronunciate le fatwe che nei Paesi islamici giustificano i matrimoni con le bambine. A "militare" nel Progetto Aisha c'è Sumaya Abdel Qader che, subito dopo i macabri fatti di Colonia, aveva dichiarato che "il problema di scarso rispetto nei confronti delle donne non è legato soltanto all'islam ma anche a fattori diversi, come per esempio l'introduzione della pornografia - tipico prodotto occidentale - in contesti più arretrati e chiusi. La fruizione del porno da parte di uomini che non possono culturalmente e socialmente dare sfogo ai loro impulsi - aveva giustificato - può portare alle molestie". Oltre a far parte del direttivo del Coordinamento associazioni islamiche di Milano (Caim), Sumaya Abdel Qader è anche la responsabile della sezione "Youth & Students" della Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa che è considerata una costola della Fratellanza Musulmana a Bruxelles.
Dopo aver "benedetto" un progetto, che si ispira allo sposalizio di una bambina, Majorino sarà al convegno Donne e islam: aspetti giuridici, culturali e religiosi che martedì sarà ospitato al Palazzo di Giustizia. Tra i vari interventi spicca quello della professoressa Elisa Giunchi dal titolo La shari'a come strumento di emancipazione femminile? Il caso pakistano.

IL MIO PENSIERO PERSONALE: dove siamo arrivati ? Adesso accettiamo anche la pedofilia nascosta dietro a fattori religiosi ? Ogni giorno nel mondo 37.000 bambine sono obbligate a sposare uomini molto più grandi, la "prima notte di nozze" per queste bambine e solo l'inizio di essere violentate da un pedofilo è se sopravvivono lo stesso saranno destinate spesso a morire di parto visto che il loro esile corpicino non riesce ad affrontare una gravidanza, oppure a subire violenze sessuali per tutta la loro vita, è L'Italia sta accettando anche questo? Legalizziamo la pedofilia ?