domenica 22 novembre 2015
Ecco perchè Adeste fidelis e il Crocefisso deve restare nelle scuole
La rimozione dei simboli cristiani dalle scuole italiane non lo vedo come un segno di rispetto verso le altre culture religiose, la vedo piuttosto come la vendetta "atea" di chi vieterebbe anche altri simboli di altre culture religiose perché rappresentano un Dio, negazione profonda di chi è "ateo".
Togliere ad esempio per questo Natale Adeste fidelis dalle scuole non è per niente educativo, a parte che si può dispensare dal partecipare chi è di altro credo religioso, ma si può anche rendere la cosa educativa facendo altre manifestazioni delle altre religioni presenti in classe, quindi di contrappeso in cui partecipano tutti. Porterebbe ad uno scambio di culture religiose e non a una divisione, perché poi sono queste divisioni che vengono insegnate vietando, che poi in futuro sfociano nell'intolleranza. E' questo il punto non si hanno idee, si sa solo vietare e accusare! Senza insegnare, il primo fondamento dell'educazione che è la tolleranza, chi non sa insegnarlo non dovrebbe insegnare, ne dirigere una scuola. Nel momento in cui per tenere unite delle culture si insegna la divisione e non la condivisione non di certo si fa un buon lavoro. Le divisioni che si stanno creando al fine di creare una parità simbolica, sono il seme per divisioni future, si fa capire solo che per rispetto del diverso, non c'è il Crocefisso e non si canta Adeste fidelis in classe, però per cosa? per rispetto del diverso, diverso capito? Per il suo rispetto, perché non è uguale a noi. Io non sono come vogliono unire le culture nel nostro paese, se già dalle scuole dividono e selezionano, se il Crocefisso non è mussulmano ad esempio, ok! Allora inseriamo vicino al crocefisso per insegnare quell'unione e quella tolleranza anche un simbolo mussulmano, in segno di fratellanza e di rispetto, così per tutte le religioni presenti in classe. E' così duro capirlo? Così difficile insegnarlo? Io non credo! E' questa nuova la nuova generazione che ha in mano l'educazione nel nostro paese, degli atei che insegnano la divisione per colpa delle religioni, poi però sono propense le stesse persone che vietano i simboli cristiani a tollerare manifestazioni blasfeme per entrambi come halloween per tutti! Ma come si puo' essere così idioti! Quando andavo a scuola io i miei insegnanti non avrebbero avuto dubbi, unire sarebbe stata la strada e non dividere.
Rago Alfonso.
Attacco duro di Salvatore Borsellino a Napolitano
Salvatore Borsellino attacca Napolitano con parole dure:“Vuole il silenzio, adesso basta”
“Hanno accolto l’invito contenuto nella lettera intimidatoria di Napolitano e io ho deciso di ritirare la mia costituzione di parte civile dal processo: che senso ha restare in un’aula dove i giudici non vogliono accertare la verità ma solo inchinarsi ai potenti? Ne parlerò il quattro dicembre con il mio avvocato e alcuni amici delle Agende Rosse, ma dovranno avere argomenti molto solidi per convincermi a rimanere. Ormai non ha più alcun senso”.
Per capire quanto sia indignato Salvatore Borsellino basta andare nel suo profilo Facebook e leggere il classico cartello che ha postato e che sta in tutte le aule di giustizia su cui ha scritto: "La legge è uguale per tutti" modificato in: La Legge non è uguale per tutti”.
Salvatore Borsellino attendeva la deposizione dell'ex presidente della Repubblica per la strage di via D’Amelio, ma dopo cinque ore di camera di consiglio la Corte di assise di Caltanissetta presieduta da Antonio Balsamo ne ha deluso l'attesa di Salvatore Borsellino. Alla domanda come spiega questo dietro front? Salvatore Borsellino risponde: “Non me lo spiego, se non con l’ossequio a un potente. E come se a una persona avessero dato uno schiaffo e lui china la testa. Agli atti non c’è alcun elemento nuovo se non una lettera intimidatoria. Nei processi precedenti c’erano i depistaggi, qui non si vuole arrivare alla verità“.
Poi affonda nel modo più pesante: “Napolitano testimone reticente”
Viene cioè chiesto a Salvatore Borsellino come valuta l'atteggiamento di Giorgio Napolitano, secca la sua risposta: "lo valuto come quello di un testimone reticente. Dico che le sue argomentazioni sono prive di fondamento: sostengo da sempre che Napolitano è il garante del silenzio sulla trattativa Stato-mafia. Ha occultato le registrazioni con Mancino e nella precedente deposizione al processo sulla trattativa ha messo la pietra tombale su cose che sarebbe stato necessario conoscere, i suoi ‘non ricordo’ sono stati numerosi. Mi sarei aspettato che dicesse: ho già detto quel poco che so, ma vengo a testimoniare perché voglio l’accertamento della verità. Ma evidentemente non lo vuole”.
E così salvatore Borsellino non conosce più freni : “Sono tanti i segreti di quella fase stragista, e secondo me Napolitano qualcuno lo conosce”.
Prosegue poi: “Non a caso è stato eletto al secondo mandato, proprio per continuare a garantire questo silenzio. Il ritiro della parte civile rischia di rivelarsi un boomerang, tirandovi fuori dal processo non potrete più rivolgere le domande più scomode che alimentano la ricerca della verità. La riunione del quattro dicembre serve a confrontarci, ma dovranno avere argomenti solidi per convincermi a rimanere. Io non ho alternativa: i monaci tibetani si danno fuoco, io ritengo di avere ancora qualche anno da vivere cercando la verità sulla morte di Paolo”.
Rago Alfonso
ECCO PERCHE' BURQUA O MENO SONO SOLO STUPIDE CONCETTURE
Adesso la notizia principale è se possono portare o meno il burqua . Ridate i poteri tolti alle forze dell'ordine, ridate i fondi tolti, infondo per fare il riconoscimento basta un agente donna che lo alza quel velo o quel burqua... Si salvano capre e cavoli, lascia a loro l'usanza, quindi la tradizione mentre a noi la possibilità del riconoscimento ! E' così difficile? Costa troppo? Ipocriti! per finanziarlo basta un euro in meno sulla ricarica telefonica che viene fornita nei centri accoglienza, basta un telefonino usa e getta invece di quello di qualità, infondo devono telefonare e non stare su Facebook, devono integrarsi, trovare lavoro quindi potranno comprarselo! Mentre se non vanno verso questa strada le intenzioni sono altre, è palese che vorranno vivere a scocco il più possibile, senza integrarsi e magari delinquere. La mia posizione non cambia ma non è contro l'accoglienza, tutt'altro la mia posizione è accogliere chi deve essere realmente accolto, ma con ciò che essenziale e non anche con il futile come il cellulare, non dico toglietelo, riducete lo spreco, con quel denaro finanziate il riconoscimento di chi lo porta il burqua, lasciando dignità e credenze intatte. Molti diranno che non è fattibile, ma scusate! Vengono fermati per il riconoscimento con il binocolo oppure vengono fermati per strada e quindi gli si chiede un documento? Poi va detto che va assolutamente tolta quella norma del diritto di non farsi riconoscere quando sbarcano, devono farsi riconoscere e fornire le impronte digitali, su questo potrebbe venire anche incontro la tecnologia con un lettore d'impronte digitali, non siamo nel medioevo abbiamo la conoscenza per farlo!
Rago Alfonso
sabato 14 novembre 2015
Le parole di Laura Boldrini e le minacce terroristiche per Roma
Questa è la frase di Laura Boldrini ( persona molto criticata perchè fra "i buonisti sull'integrazione facile") terza carica dello stato dopo il tragico evento terroristico a Parigi che ha causato centinaia di morti: Gli assassini non intaccheranno i principi di civiltà alla base della democrazia" fa eco a Vendola la presidente della Camera Laura Boldrini, che ha espresso "cordoglio alle famiglie delle vittime." Poi prosegue: "Siamo al fianco della Francia nella necessità di rispondere nel modo più fermo alla minaccia del terrorismo. Seguo anch'io con angoscia le notizie che arrivano da Parigi." Questa frase evidenzia una distinzione netta che va fatta finalmente anche per il presidente della camera, non possiamo accettare tutti senza nessun controllo e senza avere alcun sospetto che fra i migranti vi siano persone pericolose ma solo persone bisognose le quali fuggono dall' orrore della guerra, che appunto si svolge in quelle aree dove il terrorismo è molto forte e che addirittura ne è la causa.
Nel frattempo l'ISIS minaccia anche Roma, questo perchè probabilmente e finalmente ci saranno controlli che in una qualche misura contrasterà l'entrata facile di elementi terroristici, quindi potrebbe far venire quel desiderio all' ISIS di attaccare subito l'Italia prima che quel progetto di terrore anche per l'Italia sfumi. L'entrata facile tramite l'Italia ha messo a serio rischio anche il resto dell'Europa, oggi se ne vedono i risultati evidenti, la volontà di fare finalmente delle distinzioni fra migranti e terroristi non è mai troppo tardi, resta sempre però la questione principale cioè che comunque le culture Islamiche sono nettamente incompatibili con le culture occidentali, cosa evidenziata già in tempi non sospetti dalla nota giornalista e scrittrice Oriana Fallaci, la quale per le sue affermazioni fu quasi tacciata di razzismo. Oggi fra i probabili obbiettivi dobbiamo considerare l'apertura del Giubileo 2015 - 2016 perchè simbolo cristiano e quindi molto appetibile perchè simbolo cristiano che colpito darebbe un forte clamore. Le minacce anche all'Italia comporta prendere delle misure di sicurezza che hanno un costo per l'Italia, per il Giubileo non parliamone proprio perchè già ci costerà moltissimo, ma ciò che non viene considerato è che si è già speso tantissimo per accogliere chiunque, accudirli ma poi fra loro ci sono coloro che ci mettono le bombe. Si potevano spendere le stesse cifre con dei controlli che avrebbero portato a delle riduzioni numeriche e magari ci sarebbero stati meno terroristi infiltrati fra i migranti. Avere un pensiero intelligente è sempre ora ma resta la vergogna delle vittime causate da quel buonismo stupido che non ha considerato che nella cultura islamica molte cose non sono previste e una di questa è l'integrazione, loro vengono per dominare, sovvertire e non per partecipare nelle società dei paesi di accoglienza.
Rago Alfonso
venerdì 13 novembre 2015
Ma l'Italia è a rischio terrorismo?
L'Italia è un paese che nonostante abbia dato un forte grido di allarme verso l'Europa per la questione migranti anche se lo ha fatto puramente per una questione economica, ne ha ricevuto la più totale indifferenza da parte dei stati membri dell'unione, oggi se ne incominciano a pagare le conseguenze con l'attentato a Parigi con 158 morti fra bombe e sparatorie, un vero e proprio clima di terrore. La stragrande mole di persone che arriva in Italia è del tutto incontrollabile già per numero, ma la stupidità più totale sta nel fatto che i migranti possano scegliere di non farsi identificare, mentre l'identificazione è necessaria per stabilire chi entra nel nostro paese. Il non farsi riconoscere a mio avviso suona già come un marchio, però poi farli anche dileguare senza saperne traccia è molto pericoloso. Purtroppo l'Italia non è indenne agli attacchi terroristici islamici, questo dipende dalla mente criminale che in quel momento sta decidendo dove sferrare il proprio attacco, resta che l' Italia è stata minacciata, ma poi pare che il tutto sia sfociato in una bolla di sapone. Ma allora quali sono le motivazioni che spingono i terroristi ad evitare attacchi in Italia? La domanda è molto banale ed ha una semplice risposta, ci sarà tempo anche per l' Italia, al momento è da evitare perchè ha, e deve continuare a tenere le porte ben aperte a tutti. Un attacco causerebbe degli interventi che le chiuderebbero quelle porte, però anche se gli altri paesi si sono comportati in modo scorretto verso l'Italia sulla questione migranti ciò non significa che dobbiamo avere la politica sciagurata del porte aperte a tutti, perchè poi a farne le spese ci sono le vite umane. Nei mesi passati ci è stato fatto quasi pesare quella preoccupazione e quella sensazione dell'essere invasi, oggi quelle persone sono le stesse che mandano messaggi di cordoglio ai francesi, direi con molta ipocrisia. L'Italia non è indenne al terrorismo perchè paese ponte che deve tenere le porte aperte, ma l'Italia ha una responsabilità verso il resto dell'Europa e deve cambiare questa politica sciagurata d'accoglienza a tutti i costi e per tutti.
Rago Alfonso
domenica 8 novembre 2015
PERCHE' TUTTI CONTRO RENZI QUANDO SONO TUTTI COLPEVOLI
Perché Giudicate Renzi, mica è colpa sua se stiamo in una repubblica "Peronista". Vedete fu gettata giù una repubblica per farne una seconda ancora più corrotta e ancora più ingovernabile. Io spezzo una lancia a favore del signor Renzi sarebbe stato un ottimo presidente del consiglio se non fosse vincolato ai poteri "Forti di quel partito" e delle conseguenti "lobi" a lui collegate. Io ho detto che ci sarebbero stati meno danni se nel 2011 si andava al voto perché le cose e gli avvenimenti erano poco chiari e alcuni addirittura incomprensibili visto che ci siamo trovati un una situazione economica incomprensibile. Un anno prima dai fondi monetari eravamo i meno a rischio perché paese fatto di piccole e medie imprese e con pochissimi titoli "fallimentari" nei cavò delle nostre banche, l'anno successivo declassati, ma come era possibile! Poi si scopre pilotato (vedi inchiesta procura di Trani) la conseguenza di questo ci ha portato ad un governo "tecnico" che ha fatto la grande magia inspiegabile per tutti i paesi del mondo, distruggere il pilastro economico che reggeva l'Italia, la piccola e media impresa. Così stritolate da misure disastrose che hanno causato la chiusura di una grande parte di esse, si prendeva l'uovo oggi uccidendo la gallina che ne avrebbe dovuto fare altre domani. Di fatto lo si nega ma la realtà è un'altra, con le riforme che si stanno tentando di fare alla costituzione si sta palesemente cercando di fare la terza repubblica che francamente a me fa paura perché fatta da un parlamento con maggioranza risicata ma contemporaneamente non tiene conto delle opposizioni, soprattutto la cosa più grave è che questo parlamento non è espressione popolare perché non lo abbiamo votato noi. Qualsiasi presidente del consiglio, con questo sistema non può governare se la politica veramente tenesse a questo paese non ci doveva essere precluso il diritto al voto dal lontano risultato elettorale che portò sostanzialmente ad una parità fra i partiti concorrenti. Il voler governare con un governo di "minoranza" è stato un gravissimo errore, complici ne sono anche coloro che sono contrari a Renzi perché in nome del bene del paese appoggiarono quel governo "Bersani" e gli altri a susseguirsi, però oggi sono coloro che istigano le folle contro Renzi, mentre sono responsabili anche loro del "danno" che sta attraversando il paese. In conclusione un'altra elezione allora non era possibile per i politici, un altro voto era un danno economico! Peccato che ne è stato arrecato molto di più, se pensiamo che hanno continuato a rubare, hanno mantenuto privilegi, questo strafottendosene delle difficoltà delle famiglie e delle imprese ormai stroncate da un sistema economico essenzialmente compromesso e che va verso la bancarotta. La politica non cambierà i modi e gli atteggiamenti, questo ci distruggerà!
Rago Alfonso
sabato 7 novembre 2015
Ermes Mattielli dopo la sentenza muore e i suoi beni potrebbero non andare all'erede
Muore d'infarto Ermes Mattielli all'età di 62 anni condannato a risarcire 135mila euro ai due ladri che lo stavano derubando e a cui lui ha sparato, l'unico erede un suo lontano cugino potrebbe rinunciare all'aridità qualora questa dovesse essere minore della somma a cui l'anziano signore era stato condannato al risarcire più 5 anni e 4 mesi di detenzione, mentre ai ladri fu dato soltanto 4 mesi. Quindi lo stato potrebbe restare unico erede e risarcire con la vendita dei beni che erano in possesso di Ermes. La vicenda ha indignato moltissimo gli italiani per due motivazioni, la prima è che in caso di furto si deve stare fermi non ci si deve difendere, ma attendere magari di essere uccisi. Resta il fatto che in Italia attualmente c'è una mancata sicurezza diffusa e molte persone sono finite all'obitorio. Di conseguenza molti hanno scelto la strada del fai da te, o quanto meno sono molto favorevoli all'auto difesa visto che c'è assenza di sicurezza. La seconda cosa è che agli italiani è la sentenza proprio non è piaciuta, infondo Ermes era al buio insieme a dei ladri e non sapeva effettivamente se fossero armati o meno e se quindi rischiasse la vita. Oltre a questo c'è stata una profonda disparità di trattamento, i ladri hanno avuto solo 4 mesi anche se sono rimasti invalidi, questo può dispiacere, ma il punto è che la strada che si scegliere nel momento in cui si scegie di commette un reato è una strada pericolosa, quindi percorrendola si è responsabili dei risvolti sfavorevoli, in questo caso ha causato invalidità fisica. Mentre Ermes ha avuto 5 anni e 4 mesi più quei denari da pagare, fra la pena ricevuta e quella dei ladri c'è un mare di mezzo, tutto questo anche se lui non sapesse in quel momento con chi avesse a che fare. Oggi quella sentenza indigna profondamente, è sentita particolarmente perché i ladri erano pure dei nomadi, perciò tutto questo risuona pure peggio, in questo brutto momento in cui gli italiani sentono moltissimo il problema immigrazione e la conseguente aumentata mancanza di sicurezza. Dire agli italiani dovete accettare chiunque, che dovete subire la molestia della rapina e stare fermi, altrimenti pagate è l'aver innescato una bomba che potrebbe nel futuro avere risvolti peggiori.
Rago Alfonso
venerdì 6 novembre 2015
Perchè scoppia proprio adesso Vatileaks 2
Papa Francesco torna a far parlare di se e in un intervista rilasciata il 27 ottobre al giornale olandese il "Straatnieuws" ribadisce con dure parole un concetto: “Chi crede non può parlare di povertà e vivere come un faraone”, questo pochi giorni dopo che è scoppiato lo scandalo di Vatileaks 2.
Il concetto del Papa è duro e molto semplice e chiaro, “Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone, questo non si può fare. Questa è la prima tentazione!”
Con queste parole il Papa risponde alle critiche che girano sui media rivolte ai cardinali, per il loro vivere nello sfarzo e nel lusso mentre predicano la povertà e l' umiltà al resto del mondo. Il papa si esprime nell'intervista il 27 ottobre 2015 e pochi giorni dopo vengono arrestati i cardinali implicati nello scandalo, cioè i soprannominati presunti "corvi" che vivono nel lusso, i quali pare abitassero addirittura in lussuosissime dimore fra i 600 e 700 metri quadri, oltre a benefici inaccettabili per una persona di Chiesa. Ma per Papa Francesco non è solo quella la tentazione è quindi la corruzione di alti esponenti della chiesa, lo è anche fare accordi con governi e implicarsi in trame politiche.
Grosso modo di questo si parla in giro, ma alla base di tutto potrebbe essere stato pilotato lo scandalo per contrastare un tentato colpo di stato nei confronti di Papa Bergoglio e vi spiego perché...
la gente è poco attenta e bada troppo a quello che gli viene imboccato, basta guardare con un po' di cattiveria il punto della situazione. Che di fatto i vari cardinali vivano nel lusso più sfrenato, questo lo si è sempre saputo, ma perché proprio adesso salta fuori tutto questo, perché viene dato un risalto proprio dalla Santa Sede e dal Papa in persona in un'intervista? Oltre ad alcuni libri che descrivono la cosa ce ne sono stati sempre tantissimi episodi di corruzione nei secoli, come del resto in tutti i luoghi di potere, proprio adesso doveva fare scalpore? Dobbiamo tornare un po' indietro per capire, cioè all'epoca di Benedetto XVI il quale ufficialmente abdica per motivi di salute, ma va guardato oltre questo. La Chiesa attraversava un brutto momento perché travolta da scandali che l' avevano resa impopolare e poco credibile( e su questo Benedetto XVI, persona molto rispettabile e umile ha capito che non poteva ne avere le forze e ne i numeri per contrastare), serviva un Papa con una buona salute e che fosse stato in grado di ridare dignità e credibilità alla Chiesa. Molti Cardinali hanno votato Papa Francesco perché tratti in inganno dalla profonda bontà e dal sorriso di questa persona, poteva essere quella persona manipolabile, si poteva ottenere contemporaneamente benevolenza della gente senza rinunce, non si era mai visto un conclave così veloce. Non avevano calcolato che a fianco alla bontà di Bergoglio ci fosse una profonda fede e per questo una profonda intransigenza verso alcuni comportamenti sbagliati. La frase che la Chiesa doveva essere una chiesa povera per i poveri a molti nella Chiesa è suonata come la solita frase detta per colpire, in realtà non avrebbero mai pensato che quella persona oltre a dirla la pensa pure, ma è anche fermamente intenzionato a farne corrispondere ai fatti. Da questo nei mesi a susseguirsi ne sono derivati vari attacchi trasversali contro il Pontefice, lo abbiamo visto dapprima nella lamentela dei Vescovi e dei Cardinali per essere un Papa troppo severo, poi è stata messa in giro la voce che fosse malato di cancro allo scopo di rendergli sia debolezza, ma anche per crearsi un futuro alibi in caso si riusciva a buttarlo giù dalla sella. Poi gli attacchi continuano con la storia di Monsignor Krzysztof Charamsa, persona francamente usata per quel losco scopo di creare ancora debolezza nella Chiesa e quindi per far abdicare il Papa, questo guarda caso qualche giorno prima dell'inizio del sinodo proprio sulla famiglia. Salta fuori lo scandalo perché lo ha voluto Bergoglio per disfarsi da quelle persone a lui ostili e quindi incompatibili col suo modo di pensare, una chiesa rigorosamente sobria e che sia dignitosa e non corrotta, cosa che molti non piace e non avevano programmato. In fine credo che a questo punto debbano fuggire, perché la gente è con Bergoglio e non con i corrotti!
Rago Alfonso
sabato 31 ottobre 2015
IL RISPETTO E LE TRADIZIONI
Arriva una famiglia atea dall'Olanda e fa rimuovere i crocefissi dalle scuole, con l'avvallo della Comunità Europea in una sentenza che impone all'Italia di rimuoverli, questo come sempre senza nessun rispetto per la maggior parte di noi italiani e per le nostre tradizioni. Oggi accanto ad un clima di accoglienza ci chiedono una facile integrazione a culture profondamente incompatibili per il nostro paese, perché prevede addirittura l'accettare che persone diventate poi italiane con le loro culture possano sposare e avere rapporti sessuali con minorenni di otto anni e io non lo accetto, cosa fra l'altro addirittura illegale per il nostro ordinamento, quindi la prima cosa da fare è chiedere a chi viene di mettere da parte questo suo aspetto culturale, o vuole o non vuole è la legge! Ma non devo essere io ad accettarlo. Si fa poi una profonda distinzione fra italiani che a cui non gli è rimasto nulla e chi viene nel nostro paese a cui viene fornito non solo l'assistenza ma anche il cellulare, mentre se commette dei reati vengono anche censurati, questo per amore di stabilità sociale. Noi dobbiamo assistere e accettare queste persone che vengono in quanto esseri umani, sarebbe una vergogna il contrario, ma bisogna farlo anche con profondo rispetto e senza disparità verso gli italiani. La pretesa di un menù se no altrimenti il pranzo finisce nella spazzatura come è accaduto in molti casi, il cellulare,un compenso senza produrre, il chiudere un occhio sul lavoro che evade le tasse, la casa a tutti i costi quando viene negata agli italiani, diamola a loro ma anche agli italiani più in difficoltà, perché altrimenti crea disparità profonda( non ci sono i fondi? C'è molto da tagliare sulla politica). Noi dobbiamo accettare culture Islamiche, e tutte le altre anche se in alcuni paesi islamici vengono tagliate le teste a chi non è di cultura islamica, ma va rispettata anche la nostra cultura e le nostre leggi, senza esclusioni e senza censure da parte di chi deve far rispettare la legge, questo anche se lo dovesse chiedere lo stato centrale,in quanto la magistratura si esprime spesso su molti temi proprio perché autonoma e può decidere se quello che si sta legiferando sia giusto, nel senso che può decidere se sia costituzionale o meno. A chi viene nel nostro paese gli si deve dare da mangiare e vestire, anche un tetto, ma non il cellulare questo no! Il compenso poi è giusto ma che lo guadagni contribuendo e non percependolo gratis, giusto per amor di parità e di trattamento, a noi italiani non viene dato nulla, sono migranti? Dobbiamo capirli lo siamo stati pure noi? Sono belle parole, facili ma bugiarde, lo siamo stati ma non abbiamo preteso nulla e non ci è stato regalato nulla quando i nostri padri sono emigrati in altri paesi. Il rispetto reciproco per tutti, senza pretendere d'inquinare la nostra cultura e le nostre trazioni, si integrino loro la dove possibile, ma soprattutto il rispetto della legge che deve essere uguale per tutti, per italiani e per chi viene, nel pieno rispetto umano da parte di tutti.
Rago Alfonso
sabato 3 ottobre 2015
Krzysztof Charamsa un pugno in faccia alla Chiesa ma il suo ragionamento non regge
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| Fonte foto © Copyright ANSA/AP |
Alla vigilia del sinodo sulla famiglia Monsignor Krzysztof Charamsa da un vero pugno in faccia alla chiesa, descrivendola per certi versi omofoba, bigotta e non adeguata con i tempi, questo in un'intervista rilasciata al Corriere Della Sera.
Monsignor Krzysztof Charamsa di anni 43 di nazionalità polacca è il teologo ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede (da cui sicuramente dovrà dare le dimissioni, visto che secondo me ha perso la testa e la fede).
Il suo ragionamento non regge perchè nel momento in cui una persona sceglie la strada della fede, dando i voti stipula un vero e proprio contatto di matrimonio con "Cristo", fortemente vincolato a quel principio di castità richiesto dal dogma della chiesa per lo status di ministro di Cristo. Chi sceglie la strada della sessualità, sia etero che gay in quel momento sceglie di venir meno a dei principi fondanti appunto lo status di ministro di Dio, questo è indiscutibile, anche se a dire il contrario è un teologo della Chiesa Cattolica, solo perchè ha deciso che la sua strada sia cambiata. Purtroppo non si possono tenere 2 piedi in una sola scarpa, poi non centra niente la famiglia, perchè la chiesa esprime un concetto chiaro. Il concetto di famiglia per la chiesa è un uomo e una donna, poi dei figli se concepiti. La chiesa per principio non di certo stabilisce che essere gay significa non essere figlio di Dio, da solo un limite a quei requisiti richiesti per dichiarare un' unione "Famiglia". La chiesa in passato ha firmato degli accordi fra stato e chiesa, in cui la chiesa chiaramente accetta l'unione civile, addirittura rendendola fondamentale per far si che poi avvenga il matrimonio religioso fatto cioè in chiesa, ovviamente questo a patto che si tratti di un uomo e una donna. In alcuni paesi del mondo c'è l'unione civile fra omosessuali, francamente non c'è tutta questa lotta da parte della chiesa, forse se mai ci sono delle distanze prese. Non è colpa della chiesa in fine poi se in Italia non c'è l'unione civile fra omosessuali. Quello che chiede Monsignor Krzysztof Charamsa non è l'approvazione da parte della chiesa sullo status di gay come vuol far credere, è ben altro, è la richiesta di dissolvere quel voto di castità necessario in quel contratto di matrimonio stipulato con Cristo nel momento che si danno i voti, questo al di la del fatto dei gusti sessuali. E' molto semplicistico dire che si dovrebbe dare la possibilità di far sposare i parroci e il resto del clero, quindi consentirgli di creare una famiglia. Di fondo ci sono delle problematiche quasi insormontabili, perchè sono di natura politica ed economica. Per la questione politica si deve valutare che un esponente della chiesa potrebbe fare carriera e da sposato diventare Papa, questo significherebbe creare un bel problema nel sistema, perchè per chi non lo sappia il Papa è un re eletto in modo democratico, ma dei figli sarebbero dei principi, ciò determinerebbe un bel casino nel sistema di successione. Mentre la questione economica riguarda il fatto che un esponente della chiesa passerebbe da componente di un'istituzione ad un vero e proprio impiegato da sostenere con un salario adeguato per far vivere una famiglia, cosa che sarebbe assolutamente a carico dello stato Vaticano, il quale già gode di molti favoritismi da parte di altri stati. Io credo che Monsignor Krzysztof Charamsa si trova difronte ad una scelta di fede più che ad una richiesta di modernità, cioè restare sposato con Dio o scegliere la sessualità , qualsiasi essa sia.
Questo articolo in fine si basa su dei fatti, io personalmente sono favorevole all'unione civile fra persone dello stesso sesso, per il principio che vi sia per tutti un documento che sancisca un unione e con essa dei diritti, anche se infondo poi l'unione quella "vera" la fa il cuore e non un pezzo di carta reso solo un trofeo.
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